Biografia

Giovanni Morandi (Pergola 12 maggio 1777 – Senigallia 23 novembre 1856) è il principale compositore italiano di musica per organo nella prima metà dell’Ottocento.  Suo padre, Pietro (1745-1815), era originario di Bologna ed aveva studiato col celebre padre Martini; fu maestro di cappella a Pergola dal 1763 al 1778. Da Pergola Pietro si trasferì a Senigallia quando il figlio Giovanni aveva un anno, essendo stato nominato maestro di cappella della cattedrale in quest’ultima città. Ricevuti gli insegnamenti musicali dal padre, Giovanni fu attivo come organista e maestro di canto. Nel 1803 fu maestro al cembalo nella stagione teatrale di fiera a Senigallia; nel 1804 sposò la propria allieva Rosa Morolli, destinata ad una brillantissima carriera. I primi due decenni dell’Ottocento vedono Giovanni accanto alla moglie negli spostamenti legati alla carriera teatrale di lei, nelle principali piazze teatrali del centro-nord Italia ma anche a Parigi (Théâtre des Italiens: 1813-1815, 1816-1817). Dopo la morte della moglie Rosa (1824), Giovanni torna a Senigallia, città che non lascerà se non per occasionali incarichi. In questi anni di permanenza nella città, ancora nota per la “fiera franca” e allora sede di un teatro tra i principali in Italia, Giovanni sviluppa contatti con alcuni monasteri femminili (in particolare S. Cristina di Senigallia, e quindi S. Carlo e S. Maria Maddalena di Serra de’ Conti) fornendo musiche per organo o voci e organo o essendo attivo come insegnante. Dal 1824 al 1836 è maestro di cappella presso la cattedrale, direttore musicale nelle stagioni di fiera 1830, 1832 e 1833 in teatro; fonda una Società dei Filomusicori che poi trasforma in scuola di canto.

Fin dal primo decennio dell’Ottocento pubblica musiche per organo con i principali editori: Ricordi in primo luogo, André, Cipriani, Lucca.

Il suo repertorio organistico mostra nei primi lavori pubblicati un forte collegamento nello stile con la musica per tastiera di fine Settecento, e nella forma una frequente aderenza alla forma-sonata, spesso con una breve transizione tra Esposizione e Ripresa. Successivamente diventa più forte l’influenza dell’opera nella conformazione dei temi e nelle formule di accompagnamento, mentre la struttura è fortemente condizionata dalla Ouverture rossiniana.

Oltre alla musica vocale e per organo, la sua produzione comprende alcuni lavori per pianoforte.

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